Messaggi-Parrocchia dei Santi Lorenzo e Barbara - Seravezza (LU)

Messaggi

 
 
 

Etimologia di PARROCCHIA

Il termine "parrocchia" potrebbe derivare dal greco παροικία (paroikìa), derivato da παροικέω (composto di παρα e οικέω nel significato di "abitare vicino'), divenuto in latino paroecia e significa "vicino alla casa, chi non è della casa": indicherebbe, in tal senso, lo straniero residente tra i cittadini del luogo. Abramo è paroikos in Egitto; anche i figli di Giacobbe formano una paroikìa in Egitto.  Nel NT rimane questo significato: «Noi non abbiamo quaggiù una città nella quale resteremo per sempre; noi cerchiamo la città che deve venire ancora» (cf. Eb 13,14). Le prime comunità cristiane sanno che la loro patria è il Regno di Dio: «Carissimi, voi siete come stranieri e pellegrini in questo mondo» (1Pt 2,11). In senso etimologico, quindi, la parrocchia non è la comunità di persone, che vivono attorno a un luogo di culto, e nemmeno è una ripartizione del territorio. Sarebbe invece la comunità di fede che vive in questo mondo come straniera, pellegrina, in quanto ha una patria diversa a cui tendere. 

[«Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. …Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità. Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano uno solo. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi uno solo, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.» Gv17 e «Vi esorto dunque, fratelli, per la mise-ricordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di  Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.» Rm12]

Clemente di Roma, verso l'anno 100 scrive: «La chiesa di Dio straniera a Roma, alla chiesa di Dio esule a Corinto». Policarpo qualche anno dopo si esprime allo stesso modo «alla chiesa di Dio che dimora esule a Filippi». Sembra che nel II secolo il termine indicasse le comunità cristiane che vivevano tra pagani e giudei, in situazione di diaspora, di dispersione, in mezzo alle genti come stranieri. Del resto già S. Pietro nella prima lettera si era espresso così: «...a voi che siete stati scelti da Dio e che ora vivete come stranieri, dispersi nelle regioni del Ponto, della Galazia, della Cappadocia, dell'Asia e della Bitinia…» (1Pt 1,1). 
Col tempo il termine assumerà il significato di "distretto, circoscrizione", che comprende diversi centri rurali, per indicare soprattutto la diocesi nel significato che intendeva il diritto civile romano. 


Storia della PARROCCHIA

Originariamente le prime comunità cristiane vivevano la loro fede con  il proprio Vescovo, che risiedeva in una città. Con il vescovo, aiutato dai diaconi e dai presbiteri, i cristiani condividevano la carità, la catechesi e la liturgia. Al di fuori delle sede vescovili non esistevano chiese, fino a quando nel IV secolo le comunità cristiane rurali non divennero tanto numerose da richiedere la residenza permanente di un presbitero. Nel 320 il Concilio di Neocesarea parla dei corepiscopi, cioè presbiteri o vescovi rurali come vicari o ausiliari del vescovo della città. Nel VI e VII sec. i concili provinciali fanno menzione di ecclesia rusticana o parochitana e infine di parochia. Inizialmente le comunità rurali erano sotto la diretta amministrazione del vescovo, ma in Oriente il Concilio di Calcedonia (451) prescrive un'amministrazione distinta. In Occidente il processo di creazione delle parrocchie fu più lento. Dal IV al VI sec. furono erette chiese rurali, dapprima nei villaggi, poi anche nei latifondi. In alcune zone tali chiese dipendevano da una ‘pieve’, detta anche chiesa matrice o plebana. Nel VI e VII sec. i concili provinciali facevano menzione di ecclesia rusticana o parochitana. Uno o più sacerdoti risiedevano presso la chiesa, l'amministrazione pastorale e patrimoniale delle chiese rurali era di competenza del vescovo e le parrocchie non avevano confini ben definiti. Gradualmente la amministrazione fu affidata ai sacerdoti residenti. Nascono cappelle ed oratori. La ‘pieve’ e ‘pievania' riunisce più preti, alcuni di loro sono destinati alla cura (‘curato’ e ‘curazia’) di villaggi ancora più periferici. 
                      [L’amministrazione ecclesiastica è la cura dei cristiani, cioè la promozione e confermazione della fede, il governo (originariamente  “dirigere il timone”) del bene e dei beni comuni in vista della comunione in Cristo e della salvezza. L’evangelizzazione (missionarietà) è responsabilità e competenza di tutti i discepoli di Gesù. Il governo da autorità, ma è servizio, come diciamo noi toscani dell’ufficio,  apparenteente più servile, di riordinare e pulire le stalle e le case: “rigovernare”.]

Propositura in Toscana, Prepositura in Lombardia, Prevostura in Piemonte, indica la sede di un parroco con preminenza su altri parroci. Quasi come, in passato, il pievano sui curati. Propositure e curazie testimoniano la sussistenza di relazioni più strette tra alcuni preti e alcune parrocchie, quasi Unità Pastorali (covene) di altri tempi.

*Covena, o Cobena, dall’inglese “coven”, cioè “associazione  raduno, congrega,” e dal francesismo inglese “covenant”, che   significa  “patto” , “sacramentum”.  Parrocchia nasce dal greco “paroikía” finendo per indicare la “comunità dei vicini di casa”. La Diocesi, in latino “dioecesis”, dal greco “διοίκησις”, cioè "amministrazione", è la Chiesa raccolta con il suo Vescovo presente in un territorio (Chiesa Locale) e normalmente divisa in porzioni (parrocchie). Noi usiamo il neologismo “covena” quale “unione di alcune parrocchie” (una parrocchia di parrocchie, una grande parrocchia fatta di parrocchie). Il vescovo, nell’unità del Collegio Episcopale, esprime e garantisce la comunione con tutte  le Chiese nell’unica Chiesa Universale.




Dalla lettera a Tito 3,5-6


Fratelli, Dio ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia 
da noi compiute, ma per sua misericordia, mediante 
un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello 
Spirito Santo, effuso da Lui su di noi abbondantemente 
per mezzo di Gesù Cristo, nostro Salvatore.

(breve silenzio meditativo)


Verbo ineffabile, unico Dio col Padre e con lo Spirito, Kyrie eleison. Kyrie eleison.

Splendore di eterna luce, che per opera dello Spirito santo hai preso la nostra natura, Kyrie eleison. Kyrie eleison.

Redentore crocifisso, che per salvarci ci hai dato lo Spirito di perdono, di santità e di vita, Kyrie eleison. Kyrie eleison.

Tu che hai alitato sugli apostoli lo Spirito del tuo amore, perché nascesse indefettibile la tua Chiesa, Kyrie eleison. Kyrie eleison.

Tu che, assiso alla destra del Padre, effondi su di noi lo Spirito di sapienza e di libertà, di gioia e di testimonianza, 
Kyrie eleison. Kyrie eleison.

Tu che mediante lo Spirito riprendi la storia dell’universo per un pasquale percorso e ci conduci al finale compimento di riconciliazione, 
di fraternità e di pace, Kyrie eleison. Kyrie eleison.


VIENI SPIRITO SANTO, ILLUMINA LE MENTI E RIEMPI IL CUORE DEI TUOI FEDELI, ACCENDI IN NOI IL FUOCO DEL TUO AMORE. AMEN
GLORIA E ONORE AL PADRE E AL FIGLIO E ALLO SPIRITO SANTO, COME ERA IN PRINCIPIO E ORA E SEMPRE NEI SECOLI DEI SECOLI. AMEN.



Preghiera allo Spirito Santo
di Giovanni Paolo II
 
Vieni, Spirito Santo, vieni Spirito Paraclito, vieni e consola il cuore di ogni uomo che piange lacrime di disperazione. Vieni, Spirito Santo, vieni Spirito della luce, vieni e libera il cuore di ogni uomo dalle tenebre del peccato. Vieni, Spirito Santo, vieni Spirito di verità e di amore, vieni e
ricolma il cuore di ogni uomo che senza amore e verità non può vivere. 
Vieni, Spirito Santo, vieni, Spirito della vita e della gioia, vieni e dona ad ogni uomo la piena comunione con te, con il Padre e con il Figlio, nella vita e nella gioia eterna, per cui è stato creato e a cui è destinato. Amen.



Preghiere allo Spirito Santo
di don Tonino Bello


Spirito Santo, dono del Cristo morente, fa' che la Chiesa dimostri di averti ereditato davvero. Trattienila ai piedi di tutte le croci. Quelle dei singoli e quelle dei popoli. Ispirale parole e silenzi, perché sappia dare significato al dolore degli uomini. Così che ogni povero comprenda che non è vano il suo pianto, e ripeta con il salmo: "Le mie lacrime, Signore, nell'otre tuo raccogli".
Rendila protagonista infaticabile di deposizione dal patibolo, perché i corpi schiodati dei sofferenti trovino pace sulle sue ginocchia di madre. In quei momenti poni sulle sue labbra canzoni di speranza. E donale di non arrossire mai della Croce, ma di guardare ad essa come all'antenna della sua nave,
le cui vele tu gonfi di brezza e spingi con fiducia lontano.

Spirito Santo, fa' della tua Chiesa un roveto che arde di amore per gli ultimi. Alimentane il fuoco col tuo olio, perché l'olio brucia anche. Da' alla tua Chiesa tenerezza e coraggio. Lacrime e sorrisi. Rendila spiaggia dolcissima per chi è solo e triste e povero. Disperdi la cenere dei suoi peccati. Fa' un rogo delle sue cupidigie. E quando, delusa dei suoi amanti, tornerà stanca e pentita a Te, coperta di fango e di polvere dopo tanto camminare, credile se ti chiede perdono. Non la rimproverare. Ma ungi teneramente le membra di questa sposa di Cristo con le fragranze del tuo profumo e con l'olio di letizia.
E poi introducila, divenuta bellissima senza macchie e senza rughe, all'incontro con Lui, perché possa guardarlo negli occhi senza arrossire, e possa dirgli finalmente: "Sposo mio".



Preghiera allo Spirito Santo
di Paolo VI

 
Vieni, o Spirito Santo e donami un cuore puro, pronto ad amare Cristo Signore con la pienezza, la profondità e la gioia che tu solo sai infondere.  
Donami un cuore puro, come quello di un fanciullo, che non conosce il male, se non per combatterla e fuggirlo.  Vieni, o Spirito Santo, e donami un cuore grande, aperto alla tua parola ispiratrice e chiuso ad ogni meschina ambizione. Donami un cuore grande e forte capace di amare tutti, deciso a sostenere per loro ogni prova, noia e stanchezza, ogni delusione e offesa.  Donami un cuore grande, forte e costante fino al sacrificio, felice solo di palpitare con il cuore di Cristo e di compiere umilmente, fedelmente e coraggiosamente la volontà di Dio. Amen.



Preghiera comune
di san Pieter Kanijs (XVI sec.), «secondo Apostolo della Germania», che recita così: 

«Dio onnipotente ed eterno, Signore, Padre celeste! Rivolgi i tuoi occhi misericordiosi ai nostri lamenti, alla nostra miseria e alle nostre pene. Abbi pietà di tutti i cristiani per i quali il tuo Figlio unigenito, il nostro amato Signore e Salvatore, Gesù Cristo, si è consegnato di sua volontà nelle mani dei peccatori e ha versato il suo preziosissimo sangue sulla santa croce. Per il Signore Gesù, allontana da noi le meritate punizioni, i pericoli presenti e futuri, il risentimento, le guerre e le armi, le epidemie e le carestie, i tempi di afflizione e di miseria. Nella tua bontà, illumina e fortifica i nostri superiori e i nostri governanti, religiosi e mondani, affinché con le loro azioni possano giovare alla tua gloria divina, alla nostra salvezza, alla pace e al bene della cristianità intera. Concedici, o Signore della pace, una giusta unità nella fede, senza divisioni e separazioni; converti i nostri cuori alla vera penitenza e all’edificazione della nostra vita; accendi in noi il fuoco del tuo amore; fai che abbiamo fame e sete di giustizia, affinché, come figli obbedienti, possiamo esserti graditi e compiacerti nella vita e nella morte. Noi ti preghiamo anche, o Dio, come Tu desideri che noi preghiamo, per i nostri amici e i nostri nemici, per i sani e gli ammalati, per tutti i cristiani afflitti e sofferenti, per i vivi e i morti, per le nostre attività e i nostri commerci, la nostra vita e la nostra morte. Fa’ che noi possiamo godere della tua grazia in questo mondo e che giungiamo là dove sono tutti gli eletti per lodarti, onorarti e magnificarti insieme a loro! Concedilo, o Signore, Padre celeste! Per il tuo Figlio Gesù Cristo, che vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen».



Preghiera

O Signore Risorto
donaci di fare l’esperienza delle donne il mattino di Pasqua. 
Esse hanno visto il trionfo del vincitore, 
ma non hanno sperimentato la sconfitta dell’avversario. 

Solo tu puoi assicurare che la morte è stata vinta davvero. 
Donaci la certezza che la morte non avrà più presa su di noi.

Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. 
Che le lacrime di tutte le vittime della violenza 
e del dolore saranno prosciugate, 
come la brina dal sole della primavera. 

Strappaci dal volto, ti preghiamo, o dolce Risorto, 
il sudario della disperazione e arrotola per sempre, 
in un angolo, le bende del nostro peccato. 

Donaci un po’ di pace. Preservaci dall’egoismo. 
Accresci le nostre riserve di coraggio. 
Raddoppia le nostre provviste di amore. 

Spogliaci, Signore, da ogni ombra di arroganza.  
Rivestici dei panni della misericordia, 
e della dolcezza. 
Donaci un futuro  pieno di grazia e di luce 
e di incontenibile amore per la vita. 

Aiutaci a spendere per te tutto quello che abbiamo e che siamo, 
per stabilire sulla terra la civiltà della verità e dell’amore 
secondo il desiderio di Dio.
Amen.

Tonino Bello