Messaggi-Parrocchia dei Santi Lorenzo e Barbara - Seravezza (LU)

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 Pentecoste
 

Pentecoste non è solo il giorno (il cinquantesimo), ma tutti i cinquanta giorni di Pasqua. A partire dal IV secolo, invece, si incomincerà a dare rilievo all'ultimo. Nella Chiese Occidentali in questo giorno si faceva memoria della discesa dello Spirito Santo. La liturgia non tendeva ancora alla "storicizzazione", poiché non si sentiva la necessità di dare un ordine cronologica agli eventi da celebrare, trasformando in "anniversari" gli avvenimenti salvifici.

Il senso unitario della cinquantina pasquale andò pian piano affievolendosi sia per la nascita della Solennità dell'Ascensione al quarantesimo giorno, sia perché la Domenica di Pentecoste fu destinata esclusivamente al ricordo del dono dello Spirito e, a partire dal IV secolo, fu seguita da un'ottava.
Oggi, in alcune regioni (Danimarca, Norvegia, Belgio, Germania e altre) di tradizione nord-europea, è festivo anche il secondo giorno, talvolta è festeggiato anche il terzo, di Pentecoste. Inoltre, prima della riforma moderna dell'anno liturgico, il tempo da Maggio-Giugno fino a Novembre era il Tempo dopo Pentecoste.

L'attuale celebrazione del tempo pasquale è all'insegna dell'unitarietà:«I cinquanta giorni che si succedono dalla domenica di Resurrezione alla sonica di Pentecoste si Celebrano nell'esultanza e nella gioia come un solo giorno di festa, anzi come "la grande domenica". Sono i giorni nei quali, in modo del tutto speciale, si canta l'Alleluia» (Norme generali per l'ordinamento dell'anno liturgico e del calendario, n. 22). In questi cinquanta giorni si realizza la celebrazione unitaria dell'evento pasquale come "morte-risurrezione/ascensione-missione dello Spirito Santo".

Anche i testi liturgici del tempo pasquale sottolineano tale unità. Un esempio ci è dato dalla colletta della Messa del giorno della domenica di risurrezione:«O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo unico Figlio, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione, di essere rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere alla luce del Signore risorto» (Messale Romano, p. 185)

Tutta la storia è un grande mistero, cioè il rivelarsi/comunicarsi dell'amore salvifico di Dio per gli uomini. Per i discepoli di Gesù il mistero non è più misterioso, ma consapevole gioia e ragione di vita.