Messaggi-Parrocchia dei Santi Lorenzo e Barbara - Seravezza (LU)

Messaggi

 
 
 
     Nota in occasione delle feste di Santi e Madonne
Rivelazioni private e Miracoli

 

Alle rivelazioni private e ai miracoli appartengono le manifestazioni del soprannaturale divino, angelico e dei Santi. Il magistero dell Chiesa ha approvato solo alcuni di questi eventi, permessi altri, negato o condannato la maggior parte di quelli spacciati per veri. Nella categoria delle rivelazioni private rientrano le visioni mistiche, dette anche intellettuali, la apparizioni, le locuzioni, ovvero le "voci", e altri fenomeni conoscitivi come visioni o apparizioni. Ci sono però rivelazioni private che non riguardano la vista e che si manifestano con l'ascolto, la scrittura, la parola, il sogno, la dettatura o una loro combinazione, il termine "veggente", quindi, non sempre è da ritenersi appropriato alla rivelazioni private. Alcune rivelazioni private avvengono in concomitanza di un'estasi. Vi sono anche casi in cui i teologi considerano questi fenomeni di origine diabolica. Si definisce miracolo (dal latino miraculum, cosa meravigliosa) un evento straordinario, al di fuori delle leggi naturali, operato da Dio direttamente o tramite una sua creatura. Nel linguaggio comune, per estensione, il. termine miracolo indica un fatto eccezionale, che desta meraviglia. Colui che si ritiene abbia compiuto dei miracoli di natura medica è detto taumaturgo. Esistono anche i miracoli eucaristici, legati a fenomeni alimentari e meteorologici. Sui fatti "miracolosi" si è sviluppato un non sempre corretto dibattito tra i sostenitori della loro natura divina e i sostenitori di un approccio razionalista, che nega il soprannaturale. La Chiesa cattolica non impone nessun miracolo come obbligatorio da credersi, anche nei processi di canonizzazione. Per la dottrina cattolica, i miracoli sono segni di Dio, ma non la soluzione dei problemi umani. 

L'autorità ecclesiastica esamina e decide se riconoscere ufficialmente un fenomeno come divino, sia come esclusivamente soprannaturale e/o sia come associazione di un umano e divino, dove, nella logica dell'Incarnazione, conta l'interagire e l'influenzarsi reciproco del Divino e dell'umano (la psiche, il cervello, la spiritualità, la cultura umana e l'abbassarsi di Dio all'umano). Il Catechismo della Chiesa Cattolica (67) riporta: « Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate "private", alcune delle quali sono state riconosciute dall'autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di "migliorare" o di "completare" la rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi santi alla Chiesa. La fede cristiana non può accettare "rivelazioni" che pretendono di superare o correggere la Rivelazione di cui Cristo è il compimento. È il caso di alcune Religioni non cristiane ed anche di alcune recenti "sette" che si fondono su tali "rivelazioni"». Occorre, perciò, molta attenzione, anche in alcuni movimenti, associazioni e spiritualità cristiane, a non diventare, con culto dei santi e/o delle apparizioni, devozionalisti e settari.

Una rivelazione privata, come un miracolo, non è vincolante per la fede dei credenti, anche se questa viene giudicata veritiera dalla Chiesa e addirittura nemmeno se viene riconosciuta la santità dello stesso veggente. Non è necessario credervi per essere cristiani. Il card. Lambertini, poi papa Benedetto XIV, così scrisse :" Bisogna sapere che questa approvazione non è nient'altro che il permesso, dopo maturo esame, di pubblicare [tali rivelazioni] per l'edificazione e l'utilità dei fedeli: cosicché alle rivelazioni così approvate, sebbene non si debba né si possa prestare un assenso di fede cattolica, è dovuto tuttavia un assenso di fede umana secondo le regole della prudenza, per cui queste rivelazioni sono probabili e si possono religiosamente credere" . Questa posizione risulta essere condivisa, sui fatti di Fatima, dal card. Ratzinger, poi Benedetto XVI :"...può essere un valido aiuto per comprendere e vivere meglio il Vangelo nell'ora attuale; perciò non lo si deve trascurare. è un aiuto, che è offerto, ma del quale non è obbligatorio fare uso."
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